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ultima modifica: Nicola Scomparin  17/02/2018

Sotto Progetto Turismo sanitario

 

PREMESSA

Con il termine “turismo sanitario” si intende l’insieme delle attività di organizzazione di viaggio e di permanenza, generalmente in un paese estero, per ottenere delle specifiche prestazioni sanitarie, preventivamente definite, da parte di un centro medico o di un professionista sanitario di propria scelta.

Ogni anno nel mondo 7 milioni di persone si mettono in viaggio per motivi di salute, generando già oggi un volume d’affari di 100 miliardi di dollari, che diventeranno 150 nel 2018 e, secondo le stime dell’Osservatorio della Bocconi, i ricavi generati dal turismo sanitario ammontano già a 12 miliardi di euro in Europa. Ciò è quanto emerso durante il convegno organizzato, lo scorso 29 settembre a Jesolo, nell’ambito del Programma Mattone Internazionale Salute-ProMIS, dal titolo “Politiche sanitarie, sociali e del turismo: quali possibili sinergie?”.

Il Turismo Sanitario, dunque, è la risposta alla tendenza, in forte crescita, di recarsi in un altro Stato o in altra Regione per ricevere le cure di cui si ha bisogno, determinando, altresì, la crescita di un mercato della sanità.

La direttiva europea 2011/24/UE sull’assistenza sanitaria transfrontaliera, recepita nel nostro ordinamento con il decreto legislativo n. 38/2014, in questo senso, vuole essere uno strumento più attento a garantire la possibilità di accesso alle cure sanitarie ai cittadini europei in ogni paese dell’Unione. Essa rappresenta un’ulteriore opportunità di crescita per il sistema sanitario italiano e, nel contempo, uno straordinario veicolo per rafforzare i legami fra le imprese commerciali e il mondo sanitario dei paesi dell’Unione Europea. Al contempo però, a più di 2 anni dal suo recepimento, i dati che il Ministero ha riportato ci dicono che tale opportunità è sottoutilizzata sia dai cittadini italiani che Europei.

Tuttavia, ad oggi, in Italia il saldo è negativo: sono solo 5 mila stranieri che scelgono di farsi curare da noi contro i 200 mila pazienti italiani che vanno oltre confine. Anche se a varcare le Alpi non sono tanto pazienti bisognosi di interventi chirurgici delicati o cure all’avanguardia, quanto persone alla ricerca del risparmio per cure dentarie, chirurgia estetica e ricostitutiva, trapianto dei capelli, terme. In Italia si viene invece per prestazioni a più alto tasso di specializzazione (cosiddette di elezione): neurologia, cardiochirurgia, oncologia, chirurgia bariatrica e ortopedia in particolare.  Prestazioni cliniche, dunque, programmabili nel tempo, e non riguardano quasi mai prestazioni sanitarie d’urgenza, se non quelle direttamente legate ai flussi turistici e ai viaggiatori. A ricercare cliniche e ospedali italiani per ora sono soprattutto pazienti che provengono dai Paesi arabi, Svizzera, Russia e Albania e che spendono per cure ed interventi cifre variabili tra i 20 e i 70 mila euro.

Questo senza calcolare i ricavi generati dal corollario turistico, perché spesso chi accompagna il proprio familiare bisognoso di cure, ma a volte il paziente stesso, finiscono poi per alloggiare in qualche bell’albergo, fare shopping e godersi arte e natura. Il fenomeno del medical tourism è promettente sia in termini di posizionamento globale dell’Italia, sia in termini di supporto alle Finanze Pubbliche. 

 

L'ISTITUZIONE DEL TAVOLO

Pertanto, considerato che l’OMS reputa il Sistema Sanitario Nazionale italiano come uno dei migliori al mondo per la qualità delle prestazioni mediche garantite, per la varietà di strutture pubbliche e private con reparti clinici di altissima specializzazione e per le numerose eccellenze riconosciute a livello mondiale, l’Italia può diventare una meta di eccellenza per il turismo sanitario internazionale, perché offre la doppia possibilità di guarire da una patologia e nel contempo per trascorrere un periodo di relax in rinomate località di attrazione turistica.

In questo contesto il ProMIS nella primavera del 2017 ha attivato un tavolo di lavoro sul Turismo sanitario e, al suo interno, svolge il ruolo di trait d'union tra alcune Regioni italiane (Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e della PA di Trento) con gli obiettivi di:

  • Analizzare lo "stato dell'arte" del turismo sanitario nelle Regioni italiane
  • Definire una strategia volta a valorizzare i servizi territoriali integrati del SSN e dei SSR ai turisti internazionali (non necessariamente collegati al concetto di assistenza sanitaria transfrontaliera) affinché siano un valore aggiunto per il tessuto economico territoriale
  • Realizzare workshop, eventi internazionali e seminari per mettere a sistema esperienze e progettualità esistenti utili alla strutturazione della strategia da intraprendere
  • Definire azioni/progetti congiunti per rinforzare l’attrattività dell'Italia, già conosciuta nel mondo per la sua bellezza ambientale e culturale
  • Definire un piano di azione che promuova e valorizzi le prestazioni sanitarie erogate dal SSN italiano, accompagnandole in maniera integrata ai servizi turistici offerti da parte delle diverse realtà geografiche del nostro Paese.
Risultato
  • 4
(2 valutazioni)


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