ultima modifica: Nicola Scomparin  02/08/2017

Indagine annuale sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa – Anno 2017

notizia pubblicata in data : lunedì 07 agosto 2017

Indagine annuale sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa – Anno 2017

Il 17 luglio, la Commissione Europea ha pubblicato l'edizione 2017 dell'indagine annuale sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (ESDE) “Employment and Social Developments in Europe – Annual Review 2017”. Si confermano le tendenze positive nel mercato del lavoro e in ambito sociale, nonché una crescita economica costante. Con più di 234 milioni di lavoratori, il tasso di occupazione non è mai stato così elevato come oggi nell'UE e la disoccupazione è al livello più basso dal dicembre 2008. Dal 2013 sono stati creati 10 milioni di posti di lavoro nell'UE.

Al di là del progresso economico e sociale generale, i dati dimostrano però che sulle generazioni più giovani grava un onere particolarmente elevato, la difficoltà a ottenere un posto di lavoro e, spesso, in forme di occupazione atipiche e precarie. Aumenta quindi la povertà e un giovane su cinque non studia, né lavora. Sono quelli che vengono chiamati "neet". Nell’UE l’Italia ha più 'neet' di altri paesi: i giovani fra 15 e 24 anni che non hanno e non cercano lavoro sono il 19,9% (la media europea è 11,5%). Dall'indagine emerge che, malgrado i costanti miglioramenti del tenore di vita nell'UE, i giovani non beneficiano di questa evoluzione positiva tanto quanto le generazioni precedenti. A ciò va aggiunto che la quota di reddito da lavoro delle fasce più giovani della popolazione si è ridotta nel tempo.

Queste problematiche influiscono sulle decisioni dei giovani relative al nucleo familiare, come l'avere figli o l'acquisto di una casa; ciò può a sua volta ripercuotersi negativamente sui tassi di fecondità e di conseguenza sulla sostenibilità dei sistemi pensionistici e sulla crescita.

Per migliorare questa situazione i decisori politici dovrebbero aumentare i loro sforzi verso a politiche che portino ad un aumento della fertilità e ad una gestione efficace della migrazione, che sostengano l'innovazione e una maggiore efficacia della spesa per gli investimenti nelle competenze e nell'istruzione dei giovani e dei meno giovani.

Il Pilastro europeo dei diritti sociali, promosso dalla Commissione Europea l’aprile scorso, deve essere punto di riferimento affinché i modelli sociali europei siano adeguati per il 21º secolo, soprattutto nel contesto dell'invecchiamento della società e della digitalizzazione

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