ultima modifica: Nicola Scomparin  05/11/2017

Studio epidemiologico sulle popolazioni di migranti in Italia

notizia pubblicata in data : lunedì 06 novembre 2017

Studio epidemiologico sulle popolazioni di migranti in Italia

Lo studio su “Lo stato di salute della popolazione immigrata in Italia: evidenze dalle indagini multiscopo ISTAT”, a cura di INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà) e ISTAT, è stato pubblicato sulla rivista dell’Associazione Italiana di Epidemiologia. Dallo studio emerge che i dati sulla salute della popolazione immigrata irregolare sono molto parcellizzati a causa della natura del fenomeno che comporta una vulnerabilità della salute, sia per la maggiore esposizione a povertà ed esclusione sociale, sia per la ritrosia ad avvicinare i servizi sanitari indotta dal timore legato allo status giuridico delle persone.

Il profilo di salute degli stranieri immigrati che emerge dallo studio mette in evidenza alcuni tratti che rimandano ad importanti implicazioni per l’agenda delle politiche di salute, sia del servizio sanitario, sia del terzo settore, sia della ricerca e dei sistemi informativi. Sul piano della sanità pubblica, emerge il tema dell’accessibilità dei servizi come nodo centrale delle diverse azioni di tutela. Per migliorare il livello di permeabilità del sistema e costruire efficaci percorsi di cura, è necessario adottare strategie globali di mediazione che rendano i servizi più sensibili alle specificità culturali e sappiano valorizzare il vissuto delle persone.

Con specifico riferimento ai profughi vengono richiamate nel testo le indicazioni dell’OMS contenute nel documento “Strategy and action plan for refugee and migrant health in the WHO European Region”. Il piano d’azione copre nove aree di intervento prioritario: stabilire una rete di collaborazione entro cui agire; fare advocacy per la tutela della salute di rifugiati, richiedenti asilo e migranti; tener conto dei determinanti sociali di salute; lavorare sulla competenza dei servizi sanitari e assicurare una risposta efficace commisurata ai bisogni; migliorare i sistemi sanitari e la loro resilienza; prevenire le malattie infettive e ridurre i rischi rappresentati dalle malattie croniche; assicurare una sorveglianza sanitaria in modo etico ed efficace; migliorare l’informazione e la comunicazione sui temi della salute. Su questi punti occorre canalizzare le migliori risorse del Paese per gli anni a venire.

Lo studio è stato presentato il 5 maggio presso l’INMP: potete trovare la sintesi QUI

Per maggiori informazioni sulla pubblicazione cliccare su “ulteriori dettagli”

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