ultima modifica: Nicola Scomparin  17/01/2018

Piano d’azione dell’UE: aumento del 17% dei trapianti di organi

notizia pubblicata in data : giovedì 25 gennaio 2018

Piano d’azione dell’UE: aumento del 17% dei trapianti di organi

Una relazione pubblicata dalla Commissione Europea evidenzia un importante incremento delle donazioni di organi e dei trapianti nell'UE durante il piano d'azione 2009-2015. L’incremento dei tassi di donazione si è tradotto in 4.600 operazioni di trapianto supplementari, ossia un aumento del 17%. I trapianti del rene rappresentano il 60% dell'aumento, quelli di fegato il 24% e quelli di cuore l'11%. Spagna, Francia, Regno Unito, Polonia e Paesi Bassi sono stati i cinque paesi con il maggiore aumento di numeri complessivi e Bulgaria, Lituania, Finlandia, Croazia, Ungheria, Repubblica ceca, Slovenia, Lettonia e Danimarca hanno registrato l’aumento più netto della percentuale di trapianti.

Per quel che riguarda l’Italia, è da sottolineare come il nostro Paese abbia cominciato ad utilizzare una piattaforma comune di scambio d’organi (utilizzata anche da Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania, Bulgaria, Svizzera, Spagna, Gran Bretagna, Francia e Romania) già testata e sviluppata nell’ambito della Joint Action FOEDUS, che ha avuto l’obiettivo da un lato di individuare una metodologia comune per gli scambi di organi sovrannazionali, dall’altro quello di creare una strategia condivisa di comunicazione nella relazione con il pubblico e con i media, riguardo la donazione di organi in generale e dello scambio sovrannazionale di organi in surplus.

Tuttavia, non tutti i paesi hanno fatto progressi. Ad esempio, i tassi sono diminuiti in Grecia e Cipro, così come in Germania, dove i numeri di trapianti sono diminuiti del 20%. Fra gli altri successi, il piano d'azione si è tradotto nella nomina dei coordinatori locali per le donazioni da donatori deceduti e all'istituzione dei registri per monitorare lo stato di salute dei donatori in vita. La Commissione e le autorità nazionali continuano a sfruttare questo impulso, grazie alle azioni finanziate dall'UE, in particolare relativamente alla sensibilizzazione e al miglioramento delle opzioni di trapianto nei casi di insufficienza renale in fase terminale. 

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© Riproduzione vietata senza l'autorizzazione di Progetti di Impresa Srl | Aggiornato a lunedì 17 giugno 2019