ultima modifica: Nicola Scomparin  17/05/2018

Rapporto Osservasalute 2017: lo stato di salute e qualità dell’assistenza nelle Regioni Italiane

notizia pubblicata in data : venerdì 18 maggio 2018

Rapporto Osservasalute 2017: lo stato di salute e qualità dell’assistenza nelle Regioni Italiane

Il Rapporto Osservasalute 2017, curato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni italiane, è stato presentato lo scorso 19 aprile a Roma. Con questo rapporto, annualmente, vengono forniti numerosi indicatori che descrivono lo stato del Servizio Sanitario Nazionale, sia dal lato della spesa e dell’organizzazione del sistema, sia dal lato della performance, in termini di salute e prevenzione. Gli indicatori sugli esiti di salute testimoniano che, nel 2017, la speranza di vita alla nascita è tornata a crescere, ma si confermano le disuguaglianze territoriali riscontrate in passato, con le regioni del Mezzogiorno più svantaggiate di quelle del resto del Paese. La dimensione della cronicità, inoltre, è in costante ed in progressiva crescita, con conseguente impegno di risorse sanitarie, economiche e sociali.

Nel rapporto, gli indicatori analizzati vengono, inoltre, comparati a livello internazionale allo scopo di evidenziare alcune caratteristiche del sistema sanitario italiano soprattutto nel contesto europeo.

L’Italia è tra i Paesi più longevi d’Europa e del mondo collocandosi al secondo posto dopo la Svezia per la più elevata speranza di vita alla nascita per gli uomini (80,3 anni) e al terzo posto dopo Francia e Spagna per le donne (84,9 anni), a fronte di una media dei Paesi dell’UE di 77,9 anni per gli uomini e di 83,3 anni per le donne. L’Italia, inoltre, presenta un livello di mortalità complessiva tra i più bassi in Europa ed inferiore alla media dell’EU-28, sia negli uomini che nelle donne. La situazione si ribalta analizzando la speranza di vita senza limitazioni, dovuta a problemi di salute in cui l’Italia va al di sotto della media dell’UE.

Tali dati dimostrano che, nonostante il guadagno avuto in termini di vita media alla nascita nel corso degli ultimi 30 anni, c’è ancora molto da fare per migliorare la qualità degli anni di vita per la popolazione anziana. Da questa analisi risulta prioritario per il nostro sistema sanitario orientare i servizi sanitari alle necessità della popolazione che invecchia, potenziando l’assistenza a lungo termine e l’assistenza domiciliare, con maggiori e rinnovate risorse economiche ed umane.

Allo stesso tempo, non bisogna sottovalutare i comportamenti a rischio nella popolazione, in particolare tra bambini e adolescenti (per il calo delle vaccinazioni e l’aumento della prevalenza di obesi) che potrebbero far regredire le aspettative di vita.  

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© Riproduzione vietata senza l'autorizzazione di Progetti di Impresa Srl | Aggiornato a lunedì 20 maggio 2019