ultima modifica: lola.patumi  05/11/2018

FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE E FONDO DI COESIONE

 

Il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione sostengono la coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione europea. Contribuiscono a ridurre le disparità che ancora esistono tra le regioni e i paesi d’Europa. In particolare, il Fondo europeo di sviluppo regionale contribuisce all’adeguamento strutturale e alla transizione economica, mentre il Fondo di coesione è incentrato sugli investimenti nei settori dell’ambiente e delle infrastrutture di trasporto. Essi rappresentano, insieme al Fondo sociale europeo, le fonti di finanziamento della politica di coesione dell’Unione europea.

La politica di coesione sostiene l’adeguamento economico degli Stati membri, oltre a svolgere un ruolo importante nell’attenuare gli shock economici e finanziari stabilizzando gli investimenti pubblici nei periodi di risanamento dei bilanci.

Il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo di coesione sostengono lo sviluppo mediante un cofinanziamento degli investimenti in settori come la ricerca e l’innovazione; il cambiamento climatico e l’ambiente; il sostegno alle piccole imprese; i servizi d’interesse economico generale; le telecomunicazioni, l’energia e le infrastrutture dei trasporti; la sanità, l’istruzione, la cultura e le infrastrutture sociali; lo sviluppo urbano sostenibile e i villaggi intelligenti. È dimostrato che, anche nelle regioni e negli Stati membri più sviluppati, senza il sostegno di questi due fondi sarebbe possibile realizzare soltanto una parte ridotta di tali investimenti, che oltretutto non potrebbero avvalersi del quadro predisposto per i fondi, che comprende la programmazione pluriennale, il principio di partenariato e la definizione di strategie di specializzazione intelligente.

Il Fondo europeo di sviluppo regionale finanzia inoltre un elemento essenziale del valore aggiunto europeo, vale a dire i programmi INTERREG, che sostengono la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale in tutta Europa, consentendo agli Stati membri e alle regioni di lavorare insieme a livello transfrontaliero per affrontare sfide comuni.

Per più di 20 anni il Fondo europeo di sviluppo regionale ha inoltre fornito finanziamenti specifici per i programmi transfrontalieri a sostegno della pace e della riconciliazione nell’Irlanda del Nord e nella regione di confine dell’Irlanda. La Commissione intende proporre il mantenimento di questi programmi con le attuali strutture di gestione.

Nel corso del periodo 2021-2027 il sostegno offerto dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo di coesione aiuterà gli Stati membri a ridurre le loro disparità economiche, sociali e territoriali grazie ad una serie di interventi tesi a realizzare cinque obiettivi:

• Un’Europa più intelligente: promuovere la competitività, la trasformazione digitale, l’imprenditorialità e l’innovazione (compresa la crescita inclusiva e le imprese sociali) e migliorare il contesto imprenditoriale nel quadro dell’adeguamento industriale alle sfide poste dalla globalizzazione, dall’economia circolare e dal cambiamento climatico.

• Un’Europa più verde e priva di emissioni di carbonio: promuovere la transizione verso un’energia pulita ed equa per migliorare l’efficienza energetica, sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, stimolare le energie rinnovabili, sostenere l’uso innovativo di tecnologie a basse emissioni di carbonio, sostenere gli investimenti verdi e blu, anche per quanto riguarda la gestione sostenibile delle risorse naturali, l’economia circolare, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la loro mitigazione.

• Un’Europa più collegata: sostenere la mobilità, l’energia e la connettività delle ICT a livello regionale per sviluppare reti e sistemi regionali in grado di promuovere il trasporto sostenibile, le reti energetiche intelligenti e l’accesso digitale ad alta velocità al fine di migliorare la connettività a livello regionale, locale e transfrontaliero, anche sotto il profilo della sicurezza.

• Un’Europa più sociale: attuare i principi del pilastro europeo dei diritti sociali, in particolare l’apprendimento permanente, le infrastrutture di istruzione e formazione nonché le infrastrutture sanitarie, culturali e sociali.

• Un’Europa più vicina ai cittadini: favorire uno sviluppo sostenibile e integrato, promuovendo iniziative locali che stimolino la crescita e lo sviluppo socioeconomico locale delle zone urbane, rurali e costiere.

L’attuazione dei Fondi avviene in partenariato con gli Stati membri e le loro regioni in regime di gestione concorrente. Tali partenariati implicano una forte mobilitazione di portatori di interessi a livello nazionale, regionale e locale, nonché della società civile, garantendo così la titolarità degli obiettivi e dei risultati e avvicinando l’Europa ai suoi cittadini, oltre a contribuire al rafforzamento delle amministrazioni nazionali, regionali e locali.

Le nuove proposte di regolamento prevedono come elemento centrale un approccio semplificato e più efficace al conseguimento dei risultati, con le seguenti modifiche a partire dal 2021:

• riduzione degli oneri amministrativi grazie a sinergie e all’allineamento delle norme di attuazione tra i diversi fondi, maggiore riconoscimento reciproco degli audit e possibilità di rinnovare i sistemi di gestione e di controllo esistenti;

• attuazione differenziata attraverso sistemi di gestione e di controllo più snelli per i programmi che hanno ottenuto buoni risultati;

• maggiore flessibilità sotto forma di una revisione intermedia che consenta, ove necessario, di adeguare le priorità degli ultimi anni di programmazione per affrontare.

• le priorità emergenti e per valutare i progressi compiuti in risposta agli orientamenti in materia di investimenti elaborati contestualmente alle raccomandazioni specifiche per paesi nonché i risultati ottenuti;

• maggiore uso degli strumenti finanziari, anche attraverso una partecipazione volontaria al nuovo Fondo InvestEU;

• maggiore enfasi sui risultati piuttosto che sulle spese.

Il maggiore cofinanziamento nazionale contribuirà ad aumentare la titolarità sul campo e l’impatto della politica.

Durante il periodo si raggiungerà un profilo dei pagamenti più stabile e prevedibile. Tenendo conto dell’importanza degli impegni del periodo 2014-2020 che devono ancora essere liquidati, il tasso di prefinanziamento sarà ridotto. La reintroduzione della regola n+2 porterà inoltre a una migliore gestione finanziaria e ad un avvio più rapido del periodo di programmazione.

Al fine di massimizzare l’impatto della politica di coesione, gli investimenti materiali devono essere accompagnati da misure non vincolanti, compreso il miglioramento delle competenze della forza lavoro. A tal fine i programmi possono combinare il sostegno del Fondo sociale europeo+, del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo di coesione.

Il prodotto interno lordo pro capite relativo rimarrà il criterio principale per l’assegnazione dei fondi, ma saranno presi in considerazione anche altri fattori come la disoccupazione, il cambiamento climatico nonché l’accoglienza e l’integrazione dei migranti.

Vi saranno norme comuni per tutti i fondi in gestione concorrente (il regolamento recante disposizioni comuni); tali norme riguarderanno i seguenti fondi: Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo di coesione, Fondo sociale europeo+, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, Fondo Asilo e migrazione, Fondo sicurezza interna e Fondo per la gestione integrata delle frontiere. Questo porterà a una convergenza normativa che rafforzerà la coerenza e le sinergie tra tali fondi.

Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale e il Fondo di coesione saranno più strettamente allineati al semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche, del quale sarà rafforzata la dimensione regionale. L’analisi dettagliata delle sfide cui sono confrontati gli Stati membri nel contesto del semestre europeo servirà da base per la programmazione dei fondi all’inizio e a metà del prossimo periodo. Ciò fungerà da tabella di marcia per la pianificazione e il monitoraggio dei fondi a breve, medio e lungo termine. Verrà mantenuto un sistema basato sulle condizionalità ex-ante e sulla condizionalità macroeconomica. Attraverso il processo del semestre europeo la Commissione e gli Stati membri (segnatamente mediante i loro programmi nazionali di riforma) garantiranno il coordinamento e la complementarità dei finanziamenti a titolo dei fondi della politica di coesione e del nuovo programma di sostegno alle riforme per quanto riguarda il sostegno alle riforme strutturali.

La politica di coesione si concentrerà maggiormente sull’innovazione. Sarà rafforzata anche la complementarità con i programmi Erasmus+ e Horizon Europe mediante l’allineamento delle norme pertinenti, il rafforzamento dei meccanismi relativi al “marchio di eccellenza” e una specifica condizionalità ex ante. Verrà ulteriormente sviluppato il concetto di strategia di specializzazione intelligente.

I progetti delle reti transeuropee di trasporto continueranno a essere finanziati dal Fondo di coesione sia in gestione concorrente sia tramite la modalità di attuazione diretta nel quadro del meccanismo per collegare l’Europa. A tal fine saranno trasferiti 11 miliardi di EUR dal Fondo di coesione al meccanismo per collegare l’Europa.

Saranno assicurate sinergie con il programma LIFE relativo all’azione per l’ambiente e il clima, specialmente attraverso progetti integrati strategici LIFE, con l’obiettivo di ottimizzare l’uso dei fondi a sostegno di investimenti ambientali.

Per quanto riguarda le sfide relative alla migrazione, tutti i Fondi della politica di coesione saranno destinati a soddisfare esigenze di lungo termine connesse all’integrazione, mentre il Fondo Asilo e migrazione si occuperà delle necessità più a breve termine.

 

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