Glossario

Il glossario è una raccolta in ordine alfabetico di termini, utilizzati abitualmente dalle pubbliche amministrazioni. Il glossario può essere di aiuto al cittadino per comprendere meglio la terminologia che viene utilizzata in questo sito. Per agevolare la navigazione il glossario è accessibile cliccando due volte sulla parola desiderata, in questo modo verrà presentato un link alla definizione nel glossario, se presente, e su Wikipedia.

Elenco voci di glossario in ordine alfabetico
  • Feeding in/ feeding out
  • Assicurarsi che le politiche sociali contribuiscano agli obiettivi di crescita ed occupazione e, viceversa, che le politiche per la crescita e l'occupazione contribuiscano alla coesione sociale.
  • FEI
  • Istituito nel 1994, accorda garanzie a lungo termine per favorire gli investimenti delle PMI e lo sviluppo delle reti transeuropee nel settore dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia. Del FEI sono soci fondatori la BEI, l’UE e diverse banche e istituzioni finanziarie degli Stati membri.
  • FEOGA (Fondo Europeo di Orientamento e Garanzia per l'Agricoltura)
  • Creato nel 1962, è uno dei Fondi strutturali e ha il compito di finanziare la Politica Agricola Comune (PAC). È articolato in due sezioni: la sezione “Garanzia“ si occupa del finanziamento integrale delle misure di sostegno dei prezzi e di stabilizzazione dei mercati; la sezione “Orientamento“ contribuisce al finanziamento dei progetti volti al miglioramento delle strutture di produzione, di trasformazione e di vendita dei prodotti agricoli.
  • FES (Fondo Europeo di Sviluppo)
  • Creato nel 1957, il FES è il principale strumento comunitario atto a fornire aiuti tecnici e finanziari agli Stati ACP e ai PTOM, all’interno della politica europea di cooperazione allo sviluppo. Il suo utilizzo si concretizza principalmente nell’erogazione di aiuti non rimborsabili, capitali a rischio e prestiti al settore privato. Il FES è finanziato direttamente dagli Stati membri, essendo escluso dal bilancio comunitario generale.
  • FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale)
  • Creato nel 1975, è uno dei Fondi strutturali. Il suo compito è quello di concedere sovvenzioni per contribuire alla correzione degli squilibri regionali esistenti nel territorio comunitario. I contributi del Fondo possono essere accordati a favore di investimenti produttivi, nel settore delle infrastrutture o per la promozione dello sviluppo endogeno delle regioni interessate (servizi alle imprese, trasferimento di tecnologie, accesso al mercato dei capitali, ecc.).
  • Finanziamento europeo
  • Il finanziamento europeo a cui è possibile accedere attraverso il FSE si differenzia a seconda del territorio in cui si trovano ad operare i partecipanti ai progetti. Particolare attenzione viene rivolta in questo tipo di finanziamento europeo alle regioni che rientrano tra quelle in Obiettivo Convergenza (in cui il PIL pro capite è inferiore al 75% della media comunitaria, e a cui è destinato più dell’80% del finanziamento europeo totale). Spesso i partecipanti ai progetti FSE possono beneficiare di finanziamenti europei destinati alla formazione o per apprendere nuove abilità; le organizzazioni e le imprese possono offrire corsi di formazione per i propri lavoratori o assistenza per la gestione di nuove pratiche operative. Il finanziamento europeo che è possibile richiedere attraverso il Fondo Sociale si basa sui principi del cofinanziamento e della gestione condivisa. Gestione condivisa significa che questo tipo di finanziamento europeo è gestito dalle autorità nazionali (attraverso i Pon- Programmi operativi nazionali) e regionali (attraverso i Por - Programmi operativi regionali) degli Stati membri. Il finanziamento europeo erogato tramite il FSE è richiedibile in tutto il territorio dell’UE. Il finanziamento europeo di questo tipo prevede 5 aree di intervento: accrescere l’adattabilità delle imprese, migliorare l’inserimento nel mercato del lavoro, combattere ogni discriminazione nel luogo di lavoro, promuovere partenariati, migliorare i sistemi di istruzione e formazione.
  • Fondi strutturali
  • Sono un’importante fonte di finanziamento per le aree più povere dell'UE, dove il PIL è inferiore al 75% dell’UE (obiettivo convergenza), per le zone più ricche (obiettivo competitività) e per la cooperazione transfrontaliera. Sono finanziati in parte con risorse comunitarie e in parte con risorse nazionali. In Italia le iniziative di maggior rilievo riguardano le Regioni in ritardo di sviluppo (Mezzogiorno). La nuova programmazione dei Fondi strutturali comprende il periodo 2007-2013. La dotazione finanziaria assegnata alla politica regionale è di circa 348 miliardi di euro, di cui 278 miliardi destinati ai Fondi strutturali e 70 miliari al Fondo di coesione. Tale importo rappresenta il 35% del bilancio comunitario, ovvero la seconda voce di spesa. Esistono due Fondi strutturali: • il più importante è attualmente il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), istituito nel 1975. Esso finanzia la realizzazione di infrastrutture e investimenti produttivi generatori di occupazione; • il Fondo sociale europeo (FSE), istituito nel 1958, favorisce l’inserimento professionale dei disoccupati e delle categorie sociali meno favorite finanziando in particolare azioni di formazione. Per accelerare i tempi della convergenza economica, sociale e territoriale, nel 1994 l’Unione europea ha istituito il Fondo di coesione, destinato ai paesi con un PIL medio pro capite inferiore al 90 % della media comunitaria. Tali Fondi sono destinati a finanziare la politica regionale nel periodo 2007-2013 nel quadro dei tre nuovi obiettivi, vale a dire: • l'obiettivo "Convergenza", per accelerare il processo di convergenza degli Stati membri e delle regioni meno sviluppate dell'UE attraverso il miglioramento delle condizioni di crescita e di occupazione; • l'obiettivo "Competitività regionale e occupazione" per anticipare i cambiamenti economici e sociali, promuovere l'innovazione, l'imprenditorialità, la tutela dell'ambiente e lo sviluppo di mercati del lavoro; • l'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" per migliorare la cooperazione a livello transfrontaliero, transnazionale e interregionale nei settori dello sviluppo urbano, rurale e costiero, lo sviluppo delle relazioni economiche e la messa in rete delle piccole e delle medie imprese (PMI). Il sostegno degli Stati membri ai Fondi strutturali e al Fondo di coesione assume la forma di un co-finanziamento. Una riduzione dei tassi può essere applicata in base al principio "chi inquina paga" oppure nei casi in cui un progetto produce entrate. Ovviamente tutti i progetti devono rispettare la normativa europea, soprattutto in materia di concorrenza, di ambiente e di aggiudicazione di appalti pubblici.
  • Fondo di Coesione
  • È stato istituito in seguito al Trattato di Maastricht con una dotazione di oltre 15 miliardi di ECU per 7 anni, allo scopo di finanziare progetti in materia di ambiente e di Reti Transeuropee nel settore delle infrastrutture dei trasporti. Beneficiari fino al 1999 sono stati Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, ovvero Stati membri con un PNL pro capite inferiore al 90% della media comunitaria. Con il regolamento (CE) n.1264/99, il totale delle risorse disponibili da impegnare per il periodo 2000-2006 è stato fissato a 18 miliardi di Euro.
  • FSE (Fondo Sociale Europeo)
  • Previsto nel Trattato di Roma e attivo dal 1960, è il primo dei Fondi strutturali. Il suo compito è quello di risolvere i problemi occupazionali causati dall’integrazione europea, in particolare attraverso la promozione di azioni di formazione professionale e riqualificazione professionale e di aiuti ai disoccupati, attuali e potenziali.
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© Riproduzione vietata senza l'autorizzazione di Progetti di Impresa Srl | Aggiornato a mercoledì 19 giugno 2019