ultima modifica: Nicola Scomparin  21/07/2021

Relazione speciale della Corte dei Conti europea sulla cooperazione tra regioni europee

notizia pubblicata in data : giovedì 22 luglio 2021

Relazione speciale della Corte dei Conti europea sulla cooperazione tra regioni europee

In data 1° luglio 2021 la Corte dei Conti europea ha pubblicato la relazione speciale “Cooperazione nell’ambito di interreg: il potenziale delle regioni transfrontaliere dell’Unione europea non è stato ancora sfruttato appieno”. Il report sottolinea come la cooperazione territoriale, che ha lo scopo di affrontare le sfide comuni individuate di concerto dagli Stati membri nelle regioni frontaliere, abbia un potenziale di crescita ancora ampiamente inesplorato. Tale relazione è andata ad individuare quali siano le cause di tale scarso sfruttamento.

In primis, la Corte ha riscontrato come i finanziamenti per affrontare alcune sfide prefissate non siano sufficienti, auspicando per il futuro un incremento dei fondi dedicati alla cooperazione interregionale.

Le sfide che solitamente caratterizzano le regioni frontaliere, e che richiedono dei finanziamenti adeguati visite le loro entità, sono le seguenti “la ridotta accessibilità, soprattutto per quanto concerne il grado di connessione con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione […] l’infrastruttura di trasporto, le industrie locali in declino, un contesto imprenditoriale inadeguato, la mancanza di reti fra le amministrazioni locali e regionali, gli scarsi livelli di ricerca e di innovazione […], l’inquinamento ambientale, la prevenzione dei rischi, un’attitudine negativa nei confronti dei cittadini dei paesi confinanti”.

Emerge, inoltre, chemolte importanti sfide che le regioni transfrontaliere devono affrontare non erano risolvibili a livello di autorità di programma, ma che necessitavano di decisioni nazionali, da integrare successivamente nella normativa dello Stato. Ad esempio, la cooperazione fra le autorità nazionali su questioni di assistenza sanitaria o sicurezza richiede accordi bilaterali o trilaterali tra gli Stati membri

Inoltre, La Corte ha anche indicato varie debolezze nell’attuazione e nel monitoraggio dei programmi come la mancanza di un’identità del progetto, le procedure di selezione spesso fallacie, la presenza di indicatori poco chiari e i limiti dei dati statistici per misurarli.

Nella conclusione del report la Corte raccomanda di: indirizzare meglio i programmi di cooperazione, in modo tale che i progetti integrino quelli previsti dei programmi tradizionali; dare priorità e sostegno ai progetti seguendo una graduatoria in base al merito; usare indicatori che rendano conto degli effetti transfrontalieri.

Per maggiori informazioni cliccare sotto su “ulteriori dettagli”.

 

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© Riproduzione vietata senza l'autorizzazione di Progetti di Impresa Srl | Aggiornato a sabato 25 settembre 2021